Vermiglio è l’ultimo paese della Val di Sole, nel Trentino occidentale (Nord Italia).

In questo paese di montagna (1260 m.) Alberto Delpero ha condotto fra il 1996 e il 2000 una ricerca sui canti tradizionali, coinvolgendo anche diversi giovani che hanno così riscoperto il canto popolare di tradizione orale. Negli anni successivi questo gruppo ha organizzato spesso sedute di canto in osteria, in cantina, alle feste di paese, cantando anche in occasione di funerali, matrimoni, questue e processioni.

Lo stile polivocale è quello tradizionale alpino che prevede la presenza di tre voci (melodia, terza e pedale) “generose”, con emissione “di gola”, compressa e sempre di massima intensità.

 

Nel 2008 inizia la collaborazione con l’etnomusicologo trentino Renato Morelli che stimola i cantori ad allargare il loro repertorio inserendo altri brani documentati dal suo lavoro di ricerca.

Nasce così il progetto Cantori da Verméi: giocando sull’assonanza del nome dialettale del paese (Vermèi) con il Llibre Vermell (il celebre manoscritto musicale del XIV secolo del monastero di Monserrat-Barcellona) Morelli ha voluto tenere a battesimo un’esperienza che intende procedere in due direzioni:

– riscoprire alcuni brani “dimenticati” – provenienti da diversi repertori tradizionali dell’Arco alpino – attraverso un’unica e piccola cantoria di montagna.

– recuperare alcuni esempi significativi di una polivocalità (precedente la standardizzazione novecentesca sul “modello SAT” dei cori alpini), un tempo largamente diffusa nelle Alpi ed oggi quasi definitivamente scomparsa.

 

I Cantori da Verméi propongono così antichi brani paraliturgici (come ad esempio le litanie per la Grande Rogazione di Asiago e il Rosario cantato dei boscaioli del Primiero), la Messa da requiem “ceciliana” (abbandonata dopo la riforma del Concilio Vaticano II), canti di questua natalizio-epifanici legati al rito della Stella, canti di carnevale e del Trato marzo, oltre ovviamente ai numerosi canti locali profani e da cantina (canti narrativi “epico-lirici”, repertorio di miniera e di emigrazione, canti licenziosi “onti”).

 

Da Vienna (dove hanno inaugurato questo percorso nel 2008 partecipando al grande evento European Voices, presso l’ Institut für Volksmusikforschung und Ethnomusikologie dell’Università, su invito della compianta Dr. Mag. Un. Prof. Gerlinde Haid), proseguendo poi attraverso vari festival internazionali, fra i quali Alpentöne (Ötztal, Austria), Xong (Mustair-Svizzera), Klangstadt (Hall-Tirolo), Skamba Skamba Kankliai (Vilnius-Lituania), Oriente Occidente (Rovereto), The Oldest Songs of Europe (Lublino-Polonia), i Cantori da Verméi propongono un panorama “ragionato” del canto popolare tradizionale alpino, sempre però conservando la loro “statutaria” abitudine di cantare settimanalmente in paese.

 

 

CHI SIAMO

I Cantori da Verméi propongono così antichi brani paraliturgici, la Messa da requiem “ceciliana” (abbandonata dopo la riforma del Concilio Vaticano II), canti di questua natalizio-epifanici legati al rito della Stella, canti di carnevale e del Trato marzo, oltre ovviamente ai numerosi canti locali profani e da cantina (canti narrativi “epico-lirici”, repertorio di miniera e di emigrazione, canti licenziosi “onti”).

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